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Ci risiamo ! Curiosity con le sue telecamere fotografa ,nei cieli di Marte , un’ oggetto che sembrerebbe simile ai dischi volanti , oggetti che spesso vengono identificati con l’Acronimo UFO.

Alcuni mesi fa’ fu oggetto di discussione una luce fotografato dallo stesso Rover , simile ad una sfiammata, diverse le interpretazioni che sono state da me raccolte in questo articolo .

Le immagini che vi propongo ovviamente non sembrano false proprio perche’ chi le ha pubblicate e’ molto affidabile, la NASA ,

Il sistema delle telecamere del Rover Curiosity e’ composto da due una a sinistra e l’altra a destra :

Sotto abbiamo la foto stata scattata dal Navcam Mars di sinistra :

Nell’immagine sopra si capisce che la telecamera di sinistra non ha ripreso niente , mentre l’immagine scattata dal Navcam di destra , riprende qualcosa :

sotto foto dove viene ingrandito l’oggetto

marte-ingrand

L’oggetto ingrandito :

cattura

 

A questo punto avendo due casi simili possiamo fare interessante analisi di queste foto

l’ipotesi che va per la maggiore riguardo i due casi e’ che siccome solo una delle due telecamere che fotografano la stessa zona , ha ripreso l’oggetto, questo non e’ reale dovuto ad un possibile raggio cosmico che colpendo la telecamera ha “creato” l’oggetto , mentre l’altra che non ha subito questi, ha di fatto ripreso il paesaggio reale , senza UFO

Una spiegazione , che non convince , tutti i ricercatori proprio perche’ ci potrebbero essere altre cause che avrebbero potuto provocare questa incongruenza:

Non scattano la foto allo stesso istante, fotografando la zona in tempi diversi(la differenza potrebbe essere anche di nani-secondi). L’angolo di visuale potrebbe essere diverso data la diversa altezza cui sarebbero disposte le telecamere a causa dei dislivelli del terreno di Marte, un solo millimetro di differenza potrebbe produrre foto differenti.

Il mistero di questi oggetti rimane : reali o solo difetti della telecamera ? il dilemma rimane e non e’ detto che non ricompaia attraverso nuove strabilianti immagini.

Il Settembrino d’Autore