Un Ignorante tra Scienza e Pseudo Scienza
Ultimi Avvistamenti

Avvistamento Ufo a Pomezia

Tramite il servizio WhatsApp nato per segnalazioni "leggere" ricevo da un testimone di un Avvistamento UFO s Pomezia cui metteremo le iniziali per proteggere la sua privacy G.R. ;« ...invio queste foto che allargando potrà esaminare meglio, da qualche giorno a Pomezia prov. Roma compare questa luce che pulsa e sembra costituita da una luce che gira come intorno un asse in precessione pulsando, nel tratto di cielo che vedo dalla finestra in cucina, mettendo il telefono su un cavalletto ...

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Avvistamento UFO in provincia di Caserta alla Vigilia di Capodanno ?

Alla fine dell'anno ricevo una gradita sorpresa: una segnalazione di un avvistamento UFO vicino casa ovvero nel paese dove ho residenzaCosi mi segnalava un utente che vuole rimanere anonimoda G.S.: «ll giorno 31 dicembre di quest.anno esco di casa alle ore 6 30 circa per fare un pò di jogging passando per Piazza Bellarmino comunemente Piazza Mercato di Casapulla che lei probabilmente conosce. Casualmente nel cielo scorgo una luce che dapprima sembra immobile poi si muove lentamente da sinistra a ...

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La telecamera della Stazione Internazionale Spaziale non ha ripreso nessun UFO, solo un rottame

Sono consapevole di aver trascurato la tematica ufologica , ma ho ritenuto necessario dedicarmi ha gli sviluppi relativi al nuovo coronavirusQuando è scoppiata anche mediaticamente l'epidemia ho previsto-ma non era difficile- il diffondersi di un panico che avrebbe sicuramente avuto influssi negativi proprio sul tentativo del contenimento del virus e quindi raccontarla con dati e notizie provenienti da fonti ufficilai mi è sembrato la cosa giusta-Così come indicare quelle bufale che grazie alla condivisione sui social sono diventate virale e ...

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qui in cielo pronto a scattare

Il video virale dell' Ufo in California è un fake, ovvero solo un riflesso

Mi ha incuriosito un video che è diventato virale in rete pubblicato anche da  La Repubblica.it Video  che sotto potete ammirareRaccontiamo brevemente la storia dell'avvistamento : il 23 Luglio 2018 tale Douglas Benefield probabilmente impiegato nel sevizio di sicurezza notturna di un cantiere di Cathedral City, in California osserva nel monitor di un sistema di telecamera a circuito chiuso un oggetto che si alza in cielo per pochi attimi per poi sparire a velocità sostenuta "tipo fulmine" sebbene le riprese siano ...

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Natale suscita in me una forte tristezza e malinconia per il tempo che fu, di quando ero bambino….. probabilmente chi leggerà questo articolo esclamerà: chi se ne frega delle tue malinconie sono fatti personali… ma le mie tristezze potrebbero essere condivise da parecchie persone che intimamente provano la mia stessa sensazione, inoltre queste pagine possono servire a chi legge come una spinta a felici ricordi d’infanzia, soprattutto coloro che hanno vissuto il Natale negli anni 70 hanno sicuramente la mia stessa intima convinzione: il Natale è cambiato non crea più la stessa atmosfera non ha più lo stesso sapore, a proposito di sapori mi chiedo: come trascorre il Natale lo scettico? già perché in base alla sua posizione filosofica il miracolo di Natale non dovrebbe essere contemplato, ah ma dimenticavo.. accanto al Natale cristiano esiste quello laico, un Natale dedicato ai valori della famiglia, ma per me quest’ultimo rappresenta una giustificazione morale alla grande abbuffata che è il vero obiettivo di Natale per scettici e credenti. Del resto il mangiare, i banchetti stessi sono una risposta data dagli scettici a chi li accusa di essere troppo seriosi tristi e non predisposti al sogno: “noi tristi? ma se siamo sempre a banchettare, mangiare” sviluppano quindi una formula matematica del tipo più si mangia, più si banchetta e più si è felice, però non mi spiego come mai i bimbi del terzo mondo quelli che soffrono la fame non sono poi’ così tristi ,sanno donare sempre un sorriso eppure non mangiano molto? forse sono felici perché tutto ciò che gli viene concesso, forse sono ancora meravigliati e felici, malgrado tutto, per il miracolo della vita che si rinnova ogni giorno al sorgere del sole. Quanto sopra serve solo per introdurre il pubblicizzare alcune associazioni.

Non preoccupatevi!! la mia intenzione non è quella di obbligarvi moralmente o influire sulla vostra coscienza al fine di spillarvi soldi, siamo in un periodo di crisi, non ci sono molti soldi in giro ed è necessario soddisfare i bisogni primari della famiglia, tutto il resto è secondario, in ogni caso per chi avesse un po’ di soldi in più, consiglio l’adozione a distanza: alcune associazioni cattoliche o laiche hanno creato un metodo simpatico per aiutare i bambini del terzo mondo, soprattutto coloro che non hanno genitori, un metodo con il quale si adotta moralmente un bambino inviandogli una certa somma di denaro che verrà gestita per provvedere alle necessità primarie dello stesso, a questo metodo aderiscono parecchi italiani che con gioia contribuiscono alle necessità del loro bimbo a distanza- speriamo che il periodo di crisi finisca perché se no dovremmo essere noi ad essere adottati a distanza con uno slogan del tipo: adotta un italiano a distanza, scherzo voglio indicarvi due associazioni che praticano l’adozione a distanza e non solo. La prima, ho l’onore di pubblicizzarla nella Sidebar a destra, si tratta di “Save the children” un’associazione seria che è sponsorizzata anche da una squadra calcistica, cliccate sul bannerino pubblicitario per informazioni che riguardano non solo le adozione a distanza ma anche tutto ciò che possiamo fare per i bambini poveri e forse per noi stessi, un’altra associazione di uguale importanza è AFRICAONonlus, l’associazione cui mio padre ha aderito, Vi assicuro che tutti soldi donati da mio padre sono andati a buon fine perciò anche questa è una associazione sicura, per informazioni cliccare su http://www.acunzocesare.it/.

Ritorniamo al all’articolo, soprattutto alla ferma mia convinzione che il Natale è cambiato, è mia intenzione proporre un Revival di Natale descrivendo il Natale di oggi con dei flash ai natali del passato, precisamente quelli della mia infanzia.

Che il Natale sia cambiato ce ne accorgiamo da un diverso modo di accoglierlo, prima si esclamava: evviva finalmente è arrivato il Natale, non vedevo l’ora che venisse il Natale, oggi invece si afferma: è già Natale, oddio che stress, i regali, il mangiare, ma quando finisce il Natale!

Al tempo che fu, il Natale iniziava l’8 dicembre, prima era assolutamente vietato parlare di Natale, dal otto in poi tutte le leccornie relative al Natale venivano conservate segretamente dai nostri genitori, ci era vietato assaggiare pandori panettoni e dolci natalizi e questo non per avidità, ma per alimentare l’attesa al Natale, cioè per fare in modo che la cena della vigilia fosse il vero evento dell’anno, oggi invece già da metà ottobre compaiono i primi panettoni i primi babbi natale ,le prime luci natalizie ,tutti elementi che evocano il freddo che si contrappone al caldo del mese, siamo bombardati per due mesi, da luci natalizie babbo Natale offerte speciali di Natale presepi vari alberi vari , finché arriviamo a Natale già stanchi e sazi, dal 8 dicembre poi ci abboffiamo letteralmente di panettoni e pandori, senza contare i numerosi pranzi Pre-natalizi: abbiamo il pranzo di Natale con i colleghi di lavoro, con gli amici del bar, con gli amici di calcetto, con gli ex compagni di classe, con gli amici di palestra, in poche parole non riusciamo più a capire quale è il vero pranzo di Natale, mentre nel tempo che fu arrivavamo al pranzo di Natale di con un desiderio e fame da lupi. Anche fare le spese natalizie è diverso, in passato questa operazione era una gioia, avevamo la nostra salumeria di fiducia che era un ambiente familiare in cui il venditore ci trattava come un suo parente, offrendoci addirittura olive o altri prodotti per provarne la genuinità, avevamo il nostro pescivendolo di fiducia al quale ci rivolgevamo per il pesce da preparare a Natale, avevamo fiducia che questi suoi prodotti erano freschi, anche se per taluni questo episodio rappresentava una specie di gag comica del tipo le ultime parole famose in quanto qualcuno trascorreva il Natale all’ospedale in compagnia di lavaggi e varie medicine. Oggi invece la spesa natalizia è uno stress, sono sparite salumerie e pescherie sostituite dai centri commerciali che creati per agevolare la spesa, sono diventati ostacolo per la stessa. S’inizia con il problema del parcheggio, non c’è mai posto, bisogna girare per il parcheggio per ore e ore alla ricerca di uno spazio libero, si consuma litri e litri di benzina, qualcuno per evitare che la macchina rimanga a secco, si procura diverse taniche di benzina, molti si recano al supermercato ad orari impensabili quali le quattro di notte, aspettando l’apertura del supermercato all’addiaccio, l’astuzia dell’uomo ha prodotto degli escamotage per parcheggiare; il mio personale e quello di far scendere dalla macchina ancora in movimento, mia figlia che malgrado escoriazioni e varie giunge nello spazio libero a mo di cappello che si usa per prenotare o occupare un posto al teatro, questa mia furbata però viene contrastata da altre furbata, qualcuno fa finta di non vedere mia figlia e occupa il posto, magari investendola, con la scusa di non aver visto la stessa sebbene essa non sia proprio invisibile, un’altra furbata è quella di seguire i clienti che con buste varie si avvicinano al parcheggio, in questo caso dobbiamo aspettare le comodità di queste persone, poi magari una volta che si sono sistemati (un’operazione che dura anche ore) si avvicinano alla nostra macchina e ci avvertono che non hanno intenzione di lasciare libero il parcheggio. La ricerca del parcheggio sviluppa episodi paragonabili a film del tipo “Mezzogiorno Di Fuoco”, quando a contendersi un parcheggio ci sono due sfidanti, che utilizzano il loro veicolo come un cavallo per un cowboy: i due contendenti si lanciano occhiate di sfida, un colpetto sull’acceleratore per mostrare la virilità del loro cavallo, infine la sfida finisce con la vittoria di chi ha meno preoccupazioni riguardo a urti al cavallo. Alla fine se proprio non si riesce a parcheggiare bisogna rivolgersi ai cosiddetti “bagarini del parcheggio” che non si sa come facciano, hanno sempre un parcheggio a disposizione… entriamo nel centro commerciale e qui inizia la battaglia.

SI litiga su tutto, soprattutto è esilarante quando il centro commerciale mette favolose offerte su prodotti in numero limitato, cioè si verifica una bagarre o lotta atta ad accaparrarsi il prodotto scontato, penso questo particolare tipo di offerta non serve ad attirare le persone ma a farle litigare, assistiamo a scene del tipo:” sono arrivato io per prima” o “non mi frega questo lo prendo io” ed ecc. ecc.

Il momento più terribile e’ quando ci rechiamo presso le casse per pagare, cioè assistiamo ad una scena biblica tipo L’esodo Degli Ebrei Dall’egitto; file chilometriche da smaltire, dobbiamo subire i lamenti delle persone, i loro starnuti i loro sbadigli inoltre ci sono elementi di disturbo quale i pagamenti con i vari Bancomat o carte di credito che dovrebbero accelerare le operazioni di pagamento, ma in realtà sono più lenti di quello tradizionale in contanti, infatti in Italia la rete telematica è sempre bloccata soprattutto quando tocca a noi pagare, oltre al fatto che molti utenti dimenticano il codice della carta. Ma siccome siamo italiani, ci inventiamo anche qui una furberia, cioè quello di inviare un nostro familiare presso le casse mentre noi facciamo comodamente la spesa, il tutto per accelerare le operazioni…. talvolta la giustizia divina fa si che quando ci apprestiamo finalmente a pagare, la cassa miracolosamente chiude e noi siamo costretti a rifare di nuovo la fila. Il tutto con una sorpresa finale, arrivati a casa ci accorgiamo che abbiamo acquistato tutto fuorché quello che è necessario.

I regali natalizi rappresentano un altro elemento di differenza, quand’ero bambino usavamo scrivere delle lettere da inviare a babbo Natale con le quali chiedere il regalo tanto agognato, in ogni caso fino all’apertura dei doni eravamo sempre dubbiosi sul fatto che il babbo ci avesse concesso il dono da noi desiderato.

Oggi invece la lettera a babbo Natale rappresenta un contratto che i bimbi stipulano con lo stesso, e se per caso il Babbo Natale non riesce a trovare il regalo scelto, potrebbe incorrere in procedimenti amministrativi.

Prima, scegliere il regalo per i figli era una operazione semplice in quanto i grossi regali si facevano solo a Natale, per cui c’era un’ampia scelta da poter effettuare, oggi non è così: E’ Natale tutti giorni ed è difficile scatenare l’entusiasmo nei nostri bimbi con un semplice dono.

Un caso particolare è quello del regalo da fare alla consorte, non ti dice mai quello desiderato, perché vuole metterci alla prova, cioè vuol vedere se siamo ancora capaci di capire quali sono i loro desideri, allora ci adoperiamo come novelli investigatori alla ricerca di qualche parola o segno che si permette di capire cosa ella desidera. Dopo enormi sforzi mentali riusciamo forse a capire, per avere poi delle sorprese: “caro sebbene non è il regalo che desideravo, sono contenta lo stesso…..”Ma come ho fatto indagini presso familiari, amici, mi sono rivolto al telefono amico e dopo questo ,non ti sta bene il regalo?” “ ti sacrifichi nell’accettare questo dono per il mio bene?” In quel momento abbiamo voglia di prendere il regalo e buttarlo dalla finestra. Gli stessi regali di oggi sono diversi da quelli del passato; prima esistevano trenini ,fortini le bambole, giocattoli che producevano tanta fantasia a differenza di oggi dove la tecnologia ha tolto il gusto di sognare, sogna lei al nostro posto, i regali moderni sono piuttosto strani, per esempio mi capita di osservare mio figlio davanti al televisore che procede con strani movimenti o gesti inconsulti, sembra preso da attacchi di tarantola oppure posseduto dal diavolo, questo è un gioco? Bah!!!!

Il Presepe e la sua preparazione costituivano in passato un elemento fondamentale del Natale: ricordo con nostalgia mio nonno che da Novembre si chiudeva nella sua stanza a laboratorio per preparare il presepe, trascorreva tante ore in quel magazzino per realizzare vere e proprie opere d’arte.

Una volta montato il presepe, ricordo che trascorrevo molto tempo ad osservare estasiato quell’opera d’arte, il presepe procurava in me sensazioni meravigliose, sollecitava le mie fantasie riguardo a quel mondo fantastico della Natività di Cristo, il tutto facilitato dalla disponibilità di mio nonno che trascorreva con me tanto tempo spiegando e illustrando i personaggi del presepe e la loro storia. Oggi invece i nostri figli non sono affatto stupefatti dal presepe, forse perché circondati da tanti effetti speciali, quel pezzo di carta pesta o legno non può competere con gli affascinanti mezzi tecnologici, ma lo stesso Presepe è cambiato, non ha più lo stesso sapore di una volta, oggi e ‘preconfezionato, freddo e sebbene migliorato tecnologicamente, non ha più lo stesso sapore di una volta, anche i Presepi di San Gregorio Armeno non hanno più lo stesso fascino di una volta, da alcuni anni c’e’ l’abitudine di inserire negli stessi, personaggi famosi quali politici attori e veline… Immaginiamo un Presepe non più realizzato con i personaggi tipici della Natività, ma sostituiti da politici famosi; potremmo benissimo sostituire la Madonna con l’onorevole Rosy Bindi, sicuramente le due hanno un certo valore in comune: la verginità, chi se non il presidente Napolitano potrebbe sostituire San Giuseppe, è famosa la pazienza del presidente nel sopportare i suoi figli politici. Gesù bambino? sicuramente l’onorevole Berlusconi potrebbe sostituirlo facilmente, lui stesso si identifica come qualcosa di divino, del resto l’aspetto sempre giovane e l’altezza di un bambino, lo rendono simile al Bambino Gesù. I Magi, potrebbero essere interpretati da Sarkozy, Angela Merkel e il governatore della Banca europea: che doni hanno portato quest’anno a Gesù Bambino/Berlusconi!!!!!!!!!!!

Cari amici di San Gregorio Armeno, il presepe è fatto con la Madonna, il bue e l’asinello Gesù bambino, la meretrice, benino e non con figuranti che nulla hanno a che fare con il presepe.

Vi ricordate il momento tipico della preparazione dei cibi per la vigilia di Natale? era un vero e proprio rito nel quale ogni componente della famiglia aveva un suo ruolo, cucinare le anguille rappresentava un’eccezionale esperienza (molti credono che le storie sulle anguille di Natale sono leggende, in realtà sono storie vere che capitano ogni anno a Natale) esso rappresentava quasi un rito propiziatorio per l’anno nuovo. Immancabilmente c’era una anguilla furbetta che scappava dal bancone di cucina è andava nascondendosi in qualche anfratto misterioso della casa, a questo punto tutta la famiglia era coinvolta in questa particolare caccia al tesoro, mia madre ordinava all’anguilla di presentarsi al suo cospetto o quanto meno sul bancone di cucina… è si…l’anguilla era talmente fessa da procedere zitta, zitta e toma, toma presentandosi al cospetto di mia madre oppure sul bancone di cucina a mostrare il collo al coltello, poi una volta fatta a pezzi, saltellare e immergersi nell’olio bollente di una pentola. Immancabilmente mia madre per preparare le anguille si tagliava le mani, questo era un vero rito propiziatorio, in quanto erano maggiori i danni che subivano le sue mani piuttosto quello che subivano le anguille.Le mani di mia madre sono piene di cicatrici ognuna delle quali ricorda un natale, se magari un anno tutto filava liscio ,cioe’ mia madre non si tagliava, tutti noi scaramanticamente ci preoccupavamo un po’ a mo’ di miracolo di San Gennaro, questo non era l’unico episodio che caratterizzava i preparativi culinari natalizi, esisteva un connubio della mia famiglia con il pronto soccorso, ricordo mia sorella che per evitare la caduta dai fornelli di una pentola piena di olio bollente, mise ambedue le mani nello stesso, subito via al pronto soccorso, ma cosa esilarante era la fasciatura che copriva ambedue le mani ,soprattutto mi chiedevo come avrebbe fatto a mangiare? penso che si sia verificato un miracolo visto che mia sorella mangiò e come mangiò… altro personaggio leggendario della cucina era sicuramente mio zio il quale si divertiva a spizzicare qua e là cioè ad assaggiare tutti i cibi che stavano in preparazione o che erano stati appena preparati, indefessamente quando si sedeva a tavola per iniziare la cena , esclamava: “quest’anno non ho fame, ho lo stomaco chiuso”…. stomaco chiuso???, forse si era dimenticato che poco prima aveva fatto la vigilia di Natale, Cenone di Capodanno, Pasqua , Pasquetta e Ognissanti, poi per miracolo lo stomaco si apriva e come si apriva… Oggi invece i preparativi non seguono più un rituale bensi’ la moda, ecco comparire cibi macrobiotici, piatti tipici Arabi, Vietnamiti, Cinesi, e cosa peggiore la Cucina Francese che forse sarà un belvedere, ma vi assicuro la sostanza, cioe’ il sapore è piuttosto scarso.

Anche i cibi natalizi sono collegati alla dieta tutto si fa in base alla dieta, eppure cosa strana l’ italiano tende sempre ad ingrassare, ogni anno di più.

Ritornando indietro nel tempo, ricordo che trascorrevamo il Natale a casa dei miei nonni insieme a quasi una trentina di persone quali zii, cugini e nipoti ,amici e vicini di casa. Era necessaria tutta la bravura di mio nonno nel realizzare una tavola capace di ospitare tutti quanti, di solito si usavano aggiunte al tavolo principale che consistevano in tavolini che venivano usati per picnic o per il mare, il tutto in un fragile equilibrio, bastava un niente perché tutto crollasse, ma ciò non innervosiva l’ambiente anzi era un episodio comico al quale ci adattavamo ricorrendo ai metodi giapponesi.

Finalmente arrivava il momento in cui ci sedevamo a tavola pronti ad assaporare le gioie natalizie, ma prima dovevamo sottoporci a una piccola penitenza: “la poesia natalizia dei bimbi”, era un sacrificio cui si sottoponevano i bimbi per ricevere in cambio “Una Mazzetta”, piccola somma di denaro donata da tutti i conviviali, era un momento felice solo per i nonni e i genitori del bimbo che guardavano estasiati l’esibizione del loro figlioletto, per tutti gli altri era un momento preoccupante, in quanto malgrado le apparenze, erano infastiditi dal dover mettere mano al portafoglio, inoltre ci si doveva preoccupare di stabilire qual era la somma da donare, cioè si sviluppava un processo mentale atto a capire quale sarebbe stata la somma che avrebbero versato tutti gli altri conviviali e quindi adeguarsi al fine di evitare brutte figure, quando poi ci si accorgeva di aver versato una somma maggiore rispetto a quella degli altri ,si malediceva internamente se stessi per la stupidaggine fatta.

Prima di mangiare, l’immancabile vicina di casa incominciava a piangere come da copione, cioè si verificava ad ogni vigilia un rituale che doveva procedere con la conseguente domanda: “perché cara signora sta piangendo?” era una domanda ipocrita in quanto tutti sapevamo la risposta, cioe’ :” perché penso a tutti quei bimbi poveri che stasera non hanno nulla da mangiare”.

E’ stupefacente che una persona di 120 chili si preoccupasse una sola volta all’anno della fame del mondo, ma questo faceva parte del rituale. oggi non andiamo più a casa di mio nonno, siamo sempre di meno, e non ceniamo più su una tavola sgangherata, ma bensì su una tavola ben apparecchiata che segue anch’essa la moda, anzi tutto il Natale diventa una moda: la tovaglia, l’albero di Natale e il presepe devono seguire uno stesso stile, si devono adeguare ai colori della casa. Non si ascolta piu’ la preghiera dei bimbi ,troppo sforzo, perché ci allontana dal vero obiettivo: “il mangiare”.

Una volta sebbene il cibo era presente in quantit’ minore, la cena della vigilia di Natale durava interrottamente per una notte,perché il vero motivo era quello di stare insieme, di unire la famiglia, persone che spesso arrivavano per le feste da diversi posti dell’Italia, era un momento per dimenticare le tristezze i sacrifici della vita, il mangiare era una scusa per stare insieme. Tra un pasto e l’altro c’era un lungo intervallo nel quale i conviviali si alzavano da tavola per effettuare diverse azioni che servivano anche per digerire quello che precedentemente si era mangiato: cugini allenarsi alle arti marziali seguendo Bruce Lee, le donne esercitarsi nell’arte più antica, quella dell’inciucio, che aveva per oggetto “la malafemmina” di turno, i maschi adulti discutere sulla loro eterna passione: “il calcio”, ricordare una perla calcistica dell’abatino Rivera, il concittadino scugnizzo Totonno Juliano , mio zio invece mimava un pugile famoso , e lo mimava talmente bene che sferrava un cazzotto ad un mobile di vero legno, quindi abbastanza solido da procurare dolore allo stesso che stoicamente faceva finta di niente, poi per paura di fratture, si procedeva al connubio casa- pronto soccorso. Nel Natale moderno sebbene la quantità di cibo è triplicata, la cena dura al massimo 20 minuti, nei quali si guarda solo esclusivamente il piatto, l’altro non esiste, tutto al più, un bisbiglio maleducato alla moglie per giudicare il vestito di un parente od altro, e’una guerra che si combatte col cibo, il risultato è che a causa dell’immenso cibo, non riusciamo più ad alzarci dalla sedia.

Andare a sprofondare sul divano diviene un’impresa difficile. Ma la cosa più triste è il comportamento delle persone, chi sonnecchia sul divano, chi guarda un vecchio film, chi nervosamente osserva le lancette dell’orologio, tutti soffrono, non vedono l’ora che si faccia mezzanotte per andare nelle rispettive case. Il tempo che fu invece si guardava l’orologio perché si temeva che la notte finisse troppo presto, dopo aver mangiato si verificava un altro evento eccezionale, la classica tombolata che aveva un sapore particolare, non per la sostanza del gioco, ma per gli episodi collegati ad essa, anzitutto è necessario rompere qualche piatto per poter giocare, è un gioco infinito in quanto bastava un gesto per rovesciare le cartelle, di solito questo gesto era involontario, ma poteva essere anche una piccola vendetta,” per noi bambini era facile barare dichiarando false quaterne, tanto noi piccoli ingenui bambini non potevano mentire proprio a Natale. Che gioia quando alla fine del gioco vincevo un gruzzoletto di lire quantificabili in 100 massimo 200 lire era per me una specie di tesoro dei Caraibi che nascondevo nei posti più impensabili, oggi abbiamo la tombola elettronica, per cui non solo non possiamo barare , ma neanche divertici a rovesciare le cartelle del cugino antipatico, in passato c’era l’abitudine di assistere alla messa di mezzanotte, era una gioia vedere quelle persone in strada felici e serene, la messa rappresentava al tempo stesso un sacrificio in quanto si doveva subire la digestione del vicino, ma anche un piacevole diversivo, le calme parole del sacerdote unite al tepore della Chiesa provocavano un rilassamento che spesso finiva in vere prove dormite. Oggi alla messa di mezzanotte quasi non ci si pensa piu’, la messa di Natale è diventata come una sfilata di moda, nelle quali donne e uomini si sentono come in passerella. Quando si ritornava dalla messa mentre i bambini e le donne continuavano a giocare a tombola gli adulti maschi oganizzavano una partita a Poker, poter partecipare a quella partita significava essere diventato adulto.

Ricordo in particolar modo mio nonno che in seguito ad una rialzo di mio zio eccessivo di L. 20 rimproverava lo stesso!!!!!… NO, mio nonno non era un avaro ,si preoccupava soltanto che l’azione di mio zio cambiasse sostanzialmente il motivo del gioco che era semplicemente un momento di comunione di mio nonno con i suoi figli. L’ingenuo nostro povero poker si contrappone ai moderni giochi d’azzardo che rendono maledetto il Natale, in questa notte qualcuno perde proprietà ,ingenti somme di denaro e soprattutto la propria dignità.

Nella notte di Natale tutti, non per necessità, ma per divertimento dormivano a casa di mio nonno, la casa diveniva un accampamento, fatto di letti, brande e giacigli ; durante la notte spesso si sentiva un tonfo probabile che fosse mio zio caduto da un improbabile letto.

Adesso paradossalmente il mio Natale inizia quando ritorno a casa, mi metto comodo per godermi la tradizionale commedia di Eduardo de Filippo: “Natale in casa Cupiello” , ma il mio Natale svanisce subito, in quanto a causa di sbuffi annoiati dei miei figli ,sono costretto a spegnere il DVD, per favorire qualche programma televisivo.

Osservando un programma televisivo natalizio, noto che miracolosamente le gambe grassocce di Babbo Natale si trasformano in quelle affusolate di qualche Babba Natale , vero si che siamo in un’epoca di parità tra i sessi, ma equivocare su quello di babbo Natale mi sembra esagerato, allora decido di cambiare canale precisamente ho la curiosità di osservare le gesta degli abitanti della casa del GRANDE FRATELLO ,sperando magari in un litigio, già siccome non sappiamo più litigare a casa nostra siamo costretti a guardare litigi altrui, peraltro virtuali, il momento più bello del Natale e’? quando io e mia moglie ci sdraiamo a letto , stretti- stretti, ci auguriamo un buon Natale, sereni perche’ i nostri figli sono sereni

Prima di dormire l’ultimo pensiero è rivolto a mio padre, precisamente ad una perla che adorna i tuoi occhi ogni Natale. Una perla che prelude ad una lacrima repressa dal tuo orgoglio o da un gesto di generosità atto ad evitare che i tuoi figli si preoccupino, una perla che avrebbe potuto adornare anche i miei occhi se la tua malattia come all’inizio avevamo percepito fosse stata più grave di quella che poi si è rivelata .La tua perla è un pensiero felice e al tempo stesso un malinconico ricordo dei tuoi cari che adesso non ci sono più: il caro nonno, la dolce tua sorella, tuo fratello che affrontò la morte con un sorriso e un cognato compagno di imperdibili partite a briscola . Devi sapere caro Papà che la tristezza sebbene non viscerale come la tua pervade anche il mio animo, in quanto i nostri cari insieme a te sono stati i protagonisti che hanno reso unici e meravigliosi i miei Natali da bambino, in ogni caso esprimono chiaramente il mio fallimento:

malgrado tutte le volte che mi sono travestito da Babbo Natale, realizzato maestosi presepi, non sono riuscito mai a regalare ai miei figli la stessa emozione di quand’ero bambino

dedico questo articolo a coloro che vivono nel presente: mia moglie, i miei figli, mio padre e mia madre, le mie sorelle suocera e cognati .

inoltre a coloro che vivono in eterno nei nostri ricordi: mio nonno, i miei zii, mio suocero

infine un augurio a tutti quanti: scettici, non scettici, atei, credenti e vari, sperando che la crisi sia solo economica e non colpisca gli affetti e l’atmosfera povera ma ricca di entusiasmo del Natale.

 

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