Un Ignorante tra scienza e pseudoscienza
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I Miei Dossier

Alcune considerazioni riguardo la continua ed eterna lotta tra complottisti e anti-complottisti :

Possibile che i complottisti siano una banda di pazzi i cui sospetti si basano sul niente oppure su malattie psicologiche? ed è possibile che gli anti complottisti siano come dire la parte buona di questa lotta?

personalmente ritengo che questi ultimi vivono una specie di realtà virtuale , la cosa strana e’ che loro non hanno nessun tipo di dubbio circa situazioni storiche, omicidi strani e altro.

Ma come e’ possibile non avere alcun dubbio sull’attentato di Kennedy, è preferibile forse pensare che la famiglia Kennedy sia stata presa di mira da tutti i folli di questo mondo oppure credere alla cosiddetta maledizione dei Kennedy, ovvero che questa famiglia sia stata colpita dalla mala sorte, è ovvio che non si sono mai chiesti quale fosse il motivo per cui gli USA hanno attaccato l’Irak, le modalità per cui è stato ucciso Osama Bin Laden ,la sua sepoltura e che dire dell’attentato alle torri gemelle, è tutto normale che alcuni islamici che hanno fatto soltanto lezione di volo su un piccolo Cessna e simulatori virtuali di volo, riescono a colpire in maniera millimetrica , guidando pesanti aerei di linea due Boeing 767 della United Airlines, punti precisi di due grattacieli tali da farli crollare? il tutto considerand.o l’esistenza di un rapporto della C.I.A. riguardo a possibili attentati proprio alle torri gemelle… no perché ragionando con la testa degli anti complottisti ho dei dubbi circa il fatto che oggi avremmo saputo quasi tutto sul mondo della mafia, i più anziani ricorderanno quelle famose interviste di tanti anni fa dove importanti esponenti locali e nazionali sostenevano che la mafia non esisteva che era il frutto di una mente malata, dei comunisti, quelli che mangiavano i bambini, estremisti ed ecc. ecc., ci volle la morte di eroi quali poliziotti giudici giornalisti e qualche isolato complottista per capire che la mafia è un problema mortale che stava è forse sta infettando anche il mondo politico.

Ed e’ probabile che gli anti-complottisti non abbiano letto i giornali ad agosto dove un’importante notizia avrebbe potuto far riflettere e riconsiderare il problema;

i giudici della prima sezione della Corte d’assise di Palermo hanno ricostruito l’omicidio del giornalista Mauro De Mauro, sequestrato da Cosa nostra il 16 settembre 1970 e mai più tornato a casa.

Pur assolvendo l’unico imputato, Totò Riina, il collegio presieduto da Giancarlo Trizzino, ricostruisce il fangoso contesto in cui il cronista del quotidiano “L’Ora” pagò il suo scoop sulla morte del presidente dell’Eni, Mattei, simulata da incidente aereo nei pressi di Pavia il 27 ottobre 1962:

“La causa scatenante della decisione di procedere senza indugio al sequestro e all’uccisione di Mauro De Mauro fu costituita dal pericolo incombente che egli stesse per divulgare quanto aveva scoperto sulla natura dolosa delle cause dell’incidente aereo di Bascapè, violando un segreto fino ad allora rimasto impenetrabile e così mettendo a repentaglio l’impunità degli influenti personaggi che avevano ordito il complotto ai danni di Enrico Mattei, oltre a innescare una serie di effetti a catena di devastante impatto sugli equilibri politici e sull’immagine stessa delle istituzioni”.

Fonte: Repubblica.it

Per riuscire a capire come nascono questi sospetti nella mente dei complottisti cosa che potrebbe essere utile anche per gli anti- complotti ,ripercorriamo il caso Mattei:

Chi era Enrico Mattei: fu partigiano, imprenditore , dirigente pubblico ma soprattutto uno che voleva veramente bene alla nazione.

Nel dopoguerra fu’ incaricato dallo Stato di smantellare l’Agip, creata nel 1926 dal regime fascista. Ma guardando le potenzialità di questa società di nascosto ,addirittura la potenzio’ facendola confluire nell’ Eni in cui divenne parte fondamentale.

Il più grande problema dell’Italia era ed e’ quello dell’approvvigionamento energetico, il Mattei cerco’ di risolverlo, innanzitutto cercando di potenziare lo sfruttamento e la ricerca di nuovi giacimenti petroliferi, con l’utilizzazione di diverse fonte come il gas e l’energia nucleare per esempio.

Dopo una lunga battaglia nel 1953 riusci’ a far cambiare la legge con le quale lo Stato concedeva a soggetti privati senza accordare nessun privilegio ad aziende di proprietà’ dello stato, il diritto di eseguire prospezioni, ricerche e perforazioni nel sottosuolo al fine di verificare la presenza di giacimenti petroliferi o di gas in maniera gratuita con l’eventuale pagamento di una royalty nel caso di ritrovamento positivo, per la successiva concessione di sfruttamento ; grazie a Mattei ,l’ENI ottiene l’esclusiva della ricerca nella valle Padana. F

atto importante non tanto dal punto di vista economico (i giacimenti pianura padana erano piuttosto scarsi) ma perché stabiliva dal punto di vista politico l’indipendenza dell’Italia nei confronti delle sette sorelle che avevano il monopolio del mercato del petrolio,

malgrado gli sforzi l’Italia soddisfaceva le proprie esigenze energetiche soprattutto con l’importazione cioè doveva comprare il petrolio dalle sette sorelle(1.Standard Oil of New Jersey, successivamente trasformatasi in Esso (poi Exxon negli USA) e in seguito fusa con la Mobil per diventare ExxonMobil; Royal Dutch Shell, Anglo-Olandese; Anglo-Persian Oil Company, successivamente trasformatasi in British Petroleum (BP); Standard Oil of New York, successivamente trasformatasi in Mobil e in seguito fusa con la Exxon per diventare ExxonMobil; Texaco, successivamente fusa con la Chevron per diventare ChevronTexaco; Standard Oil of California (Socal), successivamente trasformatasi in Chevron, ora ChevronTexaco; Gulf Oil, in buona parte confluita nella Chevron) queste non solo hanno il monopolio del mercato ma fra di loro si accordarono con un patto di non belligeranza, di non concorrenza per cui il paese che aveva la necessità di importare petrolio poteva rivolgersi unicamente a questo cartello ed era obbligato ad accettare il prezzo da loro imposto , in quanto non c’era concorrenza, d’altra parte i paesi fornitori non avendo alternative dovevano accettare l’unica offerta esistente.

Un metodo è ovvio che comportò grossi problemi economici a paesi come l’Italia che avevano un grosso fabbisogno di energia, pertanto Mattei conscio di questo problema cercò di scavalcare le sette sorelle cercando cioè di far divenire l’Eni come loro competitore rivolgendosi direttamente ai paesi fornitori ai quali concedere condizioni più vantaggiose rispetto a quelle offerte dalle sette, iniziò a stipulare contratti commerciali con lo Scià in Iran, con Marocco, Libia, Sudan, Tunisia, Nigeria, Ghana, Egitto; nel 1960 firma un fondamentale accordo con Unione Sovietica, per l’acquisto da parte dell’Eni di una ingente quantità di petrolio a prezzi eccellenti, non concorrenziali con quelli del cartello. L’eni a poco a poco divenne una multinazionale le cui azioni assunsero’ valori altissimi. Per le grandi compagnie ormai Mattei era un problema serio e lo scontro assunse i caratteri di una guerra.

Le sette sorelle per vincere la guerra cercarono di convincere il governo italiano a revocare l’incarico a Mattei, ma lo stesso ormai raggiunse un alto grado di popolarità per cui questo tentativo falli’ miseramente, finche le stesse purtroppo vinsero tale guerra grazie alla di fortuna…

il 27 ottobre, l’aereo Morane-Saulnier MS-760 , precipitò nelle campagne di Bascapè, un piccolo paese in provincia di Pavia, mentre durante un violento temporale si stava avvicinando all’aeroporto di Linate. Morirono tutti gli occupanti: Mattei, il pilota Irnerio Bertuzzi ed il giornalista inglese William McHale.

La procura di Pavia con l’ausilio dell’aeronautica militare italiana apri’ un fascicolo d’indagine per ipotesi di attentato di natura dolosa, l’inchiesta fu archiviata con il non luogo a procedere in quanto il fatto non sussisteva.

Malgrado le conclusioni dell’inchiesta alcune personalità che oggi verrebbero chiamati complottisti

nutrirono seri dubbi riguardo l’incidente aereo di Mattei , tra questi spicca il nome di Francesco Rosi

Padre dei cosiddetti film-inchiesta, che all’epoca costituiva l’unica controinformazione di fatti politici e storici.

Il Film “Le mani sulla città” del 1963 anticipava o illustrava le commistioni tra politica e malaffare, fatto che all’epoca veniva considerato creato da menti malate ma che oggi ne vediamo i risultati… vedi Napoli, come non dimenticare il film “uomini contro” ,il racconto di una guerra ,la prima guerra mondiale come tragedia in cui episodi terribili crudeli e cinici si contraddicono ai temi trionfalistici e patriottici usati per tale guerra, fu proprio il film “Il caso Mattei del 1972” a proporre agli italiani il dubbio sulla morte dello stesso, in questo film il regista non formula nessuna ipotesi, ma ricostruisce dettagliatamente come un documentario l’attività del Mattei in seno all’Eni fino alla sua morte, ovvero trascina lo spettatore ad elaborare ipotesi logiche sulla causa della morte del dirigente italiano, condividendo con il pubblico i suoi dubbi.

A Francesco Rosi non gli bastava aver scoperto o capito che Mattei morì in seguito ad unattentato, voleva scoprire i mandanti ed esecutori, inizia una collaborazione con il giornalista Mauro De Mauro anche lui sostenitore dell’ipotesi attentato, il giornalista dopo una lunga e dettagliata indagine riesci’ forse a ottenere la prova (si parla di una registrazione) necessaria per incriminare i mandanti ed esecutori, ma prima di poter consegnare tutto l’incartamento al regista venne rapito, sequestrato e ucciso, ancor oggi non sappiamo dove egli è sepolto….

Perché Francesco Rosi aveva dubbi sulla morte del Mattei ? è una mente malata? ovvero complottista? oppure i suoi dubbi erano il frutto di una logica, di un dubbio, di un legittimo dubbio?

aveva due possibilità di scelta considerare la morte di Mattei dovuta alla sfortuna e che quindi le sette sorelle abbiano vinto la famosa guerra del petrolio grazie alla stessa o altro……

A questo punto e’ logico domandarsi quali scelte i famosi anti-complottisti moderni avrebbero fatto?

e se tutti avessero ragionato come ragionano loro, saremmo giunti ad una verità sebbene incompleta sul caso Mattei?

sta di fatto che l’indagine sul caso Mattei fu riaperta nel 1997 con una conclusione diversa, ovvero con l’ammissione che l’aereo «venne dolosamente abbattuto», senza però poterne scoprire né i mandanti, né gli esecutori. il prof. Donato Firrao (professore ordinario di Metallurgia e dal 2005 preside della Prima Facoltà di Ingegneria presso il Politecnico di Torino) dimostrò che gli occupanti dell’aereo furono soggetti ad una deflagrazione

Il sostituto procuratore Vincenzo Calia, che aveva riaperto il caso, dichiarò che “l’esecuzione dell’attentato venne pianificata quando fu certo che Enrico Mattei non avrebbe lasciato spontaneamente la presidenza dell’ente petrolifero di Stato”

è per finire il 7 agosto 2012 la sentenza della corte di assise di Palermo sulla morte del De Mauro, che ho già descritto nell’articolo.

È chiara la mia intenzione, utilizzando l’esempio lampante del caso Mattei fare un’onesta disamina sui complottisti e al tempo stesso invitare gli anti a rivedere le proprie posizioni riguardo a episodi nei quali esprimere dei dubbi è logica conseguenza.

per finire spero che questi gradiscono una perla complottistica: una teoria ipotizza che il mondo è governato da sette segrete quali gli illuminati o lui l’antico Majesti 12 , composte da importanti personalità politiche ed economiche, non ci crederete ma anche Mattei la pensava così:

“Il petrolio fa cadere i governi, fa scoppiare le rivoluzioni, i colpi di stato,

condiziona l’equilibrio nel mondo … se l’Italia ha perso l’autobus del petrolio è

perché gli industriali italiani, questi grandi industriali, non se ne sono mai occupati

… non volevano disturbare la digestione dei potenti…

Il destino di milioni e milioni di uomini nel mondo in questo momento dipende da 4 o

5 miliardari americani…

La mia ambizione è battermi contro questo monopolio assurdo.

E se non ci riuscirò io, ci riusciranno quei popoli che il petrolio ce l’hanno sotto i

piedi.”

Il benzinaio d’autore

 

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